Il Progetto > I Dodici> MARGHERITA HACK



MARGHERITA HACK - Muoversi nell'infinito e vivere nel quotidiano

Margherita HackÈ strano che proprio in questi anni in cui la tecnologia domina sempre più la nostra vita quotidiana l’interesse e l’amore per la scienza diminuisca.
Soprattutto in Italia, ma anche nel resto d’Europa e negli Stati Uniti il numero di giovani che si iscrive alle facoltà scientifiche è in costante diminuzione.
C’è una tendenza a demonizzare certe applicazioni della scienza, come gli OGM o l’energia nucleare, senza che ci sia alcuna seria evidenza che gli OGM, che hanno salvato dalla fame intere popolazioni, abbiano avuto conseguenze dannose per le popolazioni che ne fanno uso da tempo.
Un referendum sotto l’emozione dei fatti di Chernobil ha bloccato in Italia la ricerca sull’energia nucleare, energia che l’Italia acquista da Francia, Svizzera, Germania, Slovenia: un incidente in una di queste nazioni, produrrebbe gli stessi disastrosi effetti a loro e a noi!

La mancanza di conoscenza, la confusione fra scienza e tecnologia hanno per effetto l’incapacità di fare le scelte più utili per la popolazione.
C’è anche la tendenza nel nostro Paese a considerare cultura soltanto la cultura umanistica, mentre la scienza sarebbe una forma meno nobile di conoscenza.
Invece la scienza è un’attività della mente umana mossa dalla curiosità di scoprire le leggi che regolano l’universo, che regolano la natura, che regolano il nostro corpo.
La scienza è un’attività creatrice, che ci stimola a immaginare esperimenti e osservazioni, che di fronte a risultati inaspettati ci spinge a formulare teorie da verificare con altre osservazioni ed esperimenti, e ci fa sentire degli Sherlock Holmes o delle Agatha Christie che da indizi insignificanti riescono a risalire all’assassino.

Il XX secolo ha visto uno straordinario sviluppo della conoscenza. Un famoso fisico dell’inizio del secolo scriveva che ormai la fisica aveva scoperto praticamente tutto.
E proprio allora stavano nascendo le due nuove branche della fisica: la fisica quantistica e la relatività, che hanno portato una rivoluzione culturale profonda, un nuovo modo di pensare e interpretare la natura, andando contro il nostro senso comune, contro l’immediata percezione dei nostri sensi.

Come il XX secolo è stato il secolo della fisica, il XXI secolo sarà il secolo della biofisica, della conoscenza dei meccanismi che regolano gli organismi viventi, portandoci forse a scoprire come è avvenuto quel grande salto dalle molecole organiche più complesse agli esseri viventi più semplici.
Se i progressi della fisica hanno portato a tutte le grandi applicazioni tecnologiche, con l’elettronica e l’informatica che hanno reso possibile computer sempre più rapidi, comunicazioni quasi istantanee estese a tutto il globo e lo sviluppo della ricerca spaziale, così dalla ricerca biofisica nasceranno e stanno già nascendo straordinarie applicazioni in grado di migliorare la nostra vita e la nostra salute, di guarire malattie tremende non ancora debellate, di ricostruire organi del nostro corpo.

Il progresso della scienza è fondato sulla ragione, sul rifiuto della superstizione e dei pregiudizi. La conoscenza guida naturalmente la ricerca a migliorare non solo la nostra vita materiale ma a capire meglio i bisogni della società, e quindi ad applicare i suoi risultati a vantaggio dell’umanità.
La scienza non è neutrale ma ha per fine di liberare l’uomo dall’irrazionalità, e quindi dalle paure irragionevoli, di fare opera di civiltà, di rendere le persone più consapevoli e quindi anche più libere.

Carriera da scienziato

Margherita Hack è nata a Firenze, dove si è laureata con una tesi di Astrofisica sulle Cefeidi, una classe di stelle variabili. Il lavoro fu condotto presso l’Osservatorio astronomico di Arcetri, dove iniziò a occuparsi della spettroscopia stellare, che sarebbe diventato il suo principale campo di ricerca.
La sua carriera scientifica si è intrecciata a quella degli astronomi più importanti dell'ultimo secolo: ha studiato le atmosfere delle stelle e gli effetti osservabili dell’evoluzione stellare e ha dato un importante contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale delle stelle da 0 a F.

I suoi lavori più importanti vertono sulle stelle in rapida rotazione, chiamate stelle a emissione B, che emettono grandi quantità di materiale e a volte formano anelli o inviluppi stellari, e sulle stelle a inviluppo esteso. Ha contribuito in particolare allo studio delle stelle di tipo Be, caratterizzate da uno spettro continuo solcato di righe scure.
Le sue recenti ricerche includono la spettroscopia, nel visibile e nell’ultravioletto, dei sistemi a stelle binarie, nei quali le due componenti sono così vicine da interagire e delle stelle simbiotiche.
Il trattato Stellar Spettroscopy, scritto a Berkeley nel 1959 con Otto Struve, è considerato ancora un testo fondamentale.

Straordinaria divulgatrice, ha fondato nel 1978 la rivista L’Astronomia. Nel 1980 ha ricevuto il premio Accademia dei Lincei e nel 1987 il premio Cultura della Presidenza dei Consiglio.
Dal 1997 è in pensione, ma dirige ancora il Centro Interuniversitario Regionale per l’Astrofisica e la Cosmologia (CIRAC) di Trieste e si dedica a incontri e conferenze al fine di “diffondere la conoscenza dell’astronomia e una mentalità scientifica e razionale”.

   
 
Home | Il Progetto | News | Attività | Come partecipare | Dite la vostra | Registrati | Login | Contattaci
Fondazione Umberto Veronesi - Progetto Scuola. Tutti i diritti sono riservati. Web design by PositivePlus