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RITA LEVI MONTALCINI - Conoscenza ed etica della ricerca
Sin da quando i bipedi pensanti divennero autoconsapevoli e il loro cervello sino ad allora silente si arricchì di colori, di aromi e di emozioni, essi esplorarono il globo terrestre, la struttura della materia che recava l’impronta dei loro piedi e quella degli astri alla quale non avevano accesso diretto.
Scoprirono le leggi preposte alla diversificazione della materia vivente in miriadi di esemplari, dalle forme più semplici a quelle infinitamente più complesse delle specie animali alle quali appartenevano.
Esplorarono gli spazi siderei, ma da questi non giunse che l’eco della loro voce. Si piegarono allora su se stessi per esplorare il loro cervello e soddisfare il loro più urgente bisogno: l’irrefrenabile sete di sapere.
La conoscenza è per definizione un bene, forse il bene supremo dell’uomo, perché senza di essa non possono esistere gli altri valori fondamentali ai quali ci si appella di continuo [...]
Nell’epoca attuale, testimone di un formidabile sviluppo delle facoltà intellettuali, come dimostrato dai progressi in ogni campo dello scibile umano, il divario tra facoltà cognitive e capacità emotive è andato aumentando.
Le prime hanno investito l’uomo di un potere assoluto di controllo del globo terrestre, mentre le seconde sono rimaste al livello di quelle dell’uomo preistorico.
Deve essere considerato come obbligo morale di tutti gli individui, sia come esseri umani e ancor più in qualità di scienziati ed educatori, il compito di affrontare le problematiche che affliggono l’intero genere umano, usando al massimo grado le capacità raziocinanti in loro possesso, anche quando questo dovesse significare lottare contro interessi prestabiliti dalle sfere di influenza vincolate a quelle del potere [...]
Il legame tra scienza e valori etici deve essere consolidato, soprattutto se gli scopi della scienza sono perseguiti nella difesa della vita dell’individuo come scritto nel giuramento di Ippocrate.
Carriera da scienziato
Rita Levi Montalcini è nata a Torino da Adamo Levi, assistente tecnico elettrotecnico e matematico e Adele Montalcini, pittrice di talento. Lei e la sorella gemella Paola erano le più giovani dei quattro figli. Entrambi i genitori infusero ai figli l’amore per lo studio e per la cultura. Tuttavia il padre credeva che la carriera professionale interferisse con le funzioni di moglie e di madre. Quindi decise che le figlie non avrebbero seguito studi legati a una carriera professionale e che non avrebbero frequentato l’università.
A venti anni Rita si rese conto che non poteva accettare un ruolo femminile come concepito dal padre. Per otto mesi si dedicò a colmare le lacune in latino, greco e matematica per diplomarsi in tempo e iscriversi a Torino alla facoltà di Medicina, dove si specializzò in neurologia e in psichiatria. Due dei suoi colleghi erano Salvador Luria e Renato Dulbecco.
Nell’autunno del 1947 l’invito del professor Viktor Hamburger a ripetere gli esperimenti che avevano effettuato molti anni prima sull’embrione del pulcino, doveva cambiare il corso della sua vita. Accetta di proseguire le sue ricerche al Dipartimento di Zoologia della Washington University (nello stato americano del Missouri), dove rimane fino al 1977.
Nel periodo 1951-1952 scopre il fattore di crescita nervoso noto come NGF e per circa un trentennio prosegue le ricerche su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d'azione.
La fama mondiale arriva nel 1986 quando, insieme con l’americano Stanley Cohen, vince il Premio Nobel per la Medicina.
Rita Levi Montalcini è stata nominata senatore a vita dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nell’agosto 2001. |